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mercoledì 26 marzo 2014

On Fire - Galaxie 500



Ho scoperto i Galaxie 500 a ben 22 anni dal loro scioglimento. Ventidue anni praticamente buttati.

Per la recensione del loro secondo album (su tre) On Fire, vero e proprio faro e punto di orientamento per tantissimi musicisti della seconda metà degli anni '90, vi rimando a quanto potete trovare in rete.

Mi concentrerò in questa sede a spiegarvi perché ve lo consiglio e perché, se siete nati tra il 1975 e il 1990,  non potete non conoscere e ammirare questo disco.

Perché ve lo consiglio:
- come nei Talking Heads e nei Sonic Youth, al basso c'è una gentil donzella: Naomi Young. Fidatevi che le donne al basso spaccano.

- dietro alle salmodie canore e ai riff di Dean Wareham si sentono forti e vicini i Velvet Underground.

- la batteria di Damon Krukowski scandisce inesorabile la strada che porta dall'entusiasmo yuppie degli '80 alla malinconia depressa e introspettiva dei '90.

- il gruppo prende il nome da un'automobile degli anni '60: la Ford Galaxie 500 

- Blue Thunder, Tell Me, When Will You Come Home, Isn't It A Pity sono brani che durano il tempo di un battito di ciglia ma dentro i quali vi perderete e rimarrete imprigionati in un attimo che dura un eone. Garantito

- la cover di Ceremony. Una versione del brano dei Joy Division/New Order che lascia senza fiato, né riposo, né pace mentale.

Perché se avete tra i 40 e i 25 anni non potete non conoscerlo e ammirarlo:
On Fire ha suggestionato e istruito UNA CIFRA di nomi influentissimi della scena indie dei due decenni successivi: Low, Xiu Xiu, The Brian Jonestwon Massacre, Sonic Youth, The Submarines, British Sea Power, Pavement, Grandaddy, Portastatic, Liars, Sebadoh, Teenage Fanclub, Slowdive, Hefner solo per citarne alcuni.

Sì, ok, e allora? Allora i Galaxie 500 e il loro incredibile On Fire li troverete un po' dovunque a partire da pochi anni dal loro scioglimento. Se faceste una lista dei vostri artisti indie preferiti, in ognuna delle vostre liste ci sarebbe almeno un nome che è in debito con i Galaxie 500. 

Seminale. L'aggettivo che meglio descrive On Fire

Se non ve lo sentite da soli in stanza con le serrande socchiuse, allora da consigliarvi ho soltanto qualcosa di Scialpi o al limite i Lunapop.


Voto: 9,5

lunedì 20 gennaio 2014

The Third Eye Center - Belle and Sebastian



Il 2013 ha visto il ritorno di Stuart Murdoch e compagni sulla scena, a 3 anni di distanza dall’ultima fatica Write About Love, che nonostante il successo di vendite sembrava aver smorzato sia gli ardori dei fan di lunga data che le pulsioni giovanilistiche Jeepsteriane della band di Glasgow, che sì erano state messe in riga dalla Rough Trade già dal 2003 (anno di Dear Catastrophe Waitress) ma che con l’ultimo album di inediti sembravano ormai un ricordo lontano.

L’album The Third Eye Centre, pubblicato dalla Rough Trade, si configura come una compilation che raccoglie B-Side (Love on The March, I Took a Long Hard Hook, Heaven in the Afternoon, Stop Look and Listen e altri), bonus tracks (Suicide Girl, Last Trip, Blue Eyes of a Millionaire), versioni riarrangiate di pezzi già presenti nel repertorio dei B&S (I’m a Cuckoo, Your Cover’s Blown, I Didn’t see it Coming), e outtakes da EP (Your Secrets, I Didn’t see it Coming).

Tra le tracce a mio avviso notevoli troviamo:
  • la seconda traccia, una bonus track di Write About Love: Suicide Girl. Il pezzo preferito per chi scrive. Suicide Girl è un vero e proprio documento d’identità di B&S dove è ben evidente l’età raggiunta dal gruppo. Ci si trovano infatti le melodie più tipiche, un ritmo accattivante e sezioni armoniche che se da una parte hanno il marchio di fabbrica B&S, dall’altra riescono, meglio di qualunque altro brano dell’album del 2010, a sintetizzare il sound originario della band con i risultati della loro evoluzione. Bello bello.
  • Last Trip, anch’esso bonus track di Write About Love, pezzo molto più "old-B&S-style" rispetto al precedente. Leggermente riarrangiato rispetto alla prima versione.
  • Il riarrangiamento di Your Cover’s Blown, con sonorità elettroniche quasi new-wave. A parere di chi scrive, molto più accattivante della versione originale.
  • The Eighth Station of the Cross Kebab House, che è così ‘brit’ da farvi venire voglia di fish ‘n’ chips
  • Meat and Potatoes, una ballata leggera, delicata ma allo stesso tempo coinvolgente e con una linea di basso molto 70’s.
  • The Life Pursuit, che insieme al precedente citato faceva parte del singolo (versione CD) di Blues are Still Blue, pezzo tagliente, veloce e con le stesse caratteristiche della linea di basso di Meat and Potatoes,

The Third Eye Centre è la seconda retrospettiva per i B&S, che esce 8 anni dopo la prima, ovvero Push Barman to Open Old Wounds, una fantastica raccolta di EP e singoli usciti per la Jeepster. 

The Third Eye Center raccoglie invece materiale uscito per la Rough Trade, e per i fan di lunga data dei B&S è interessantissimo procedere all’ascolto delle due compilation uno dopo l’altro in progressione temporale. 
Ascoltando i B&S da almeno 10 anni, sono sempre stato dell’idea che il cambio di etichetta abbia conciso con un netto cambio di sonorità, come se Murdoch&soci avessero cambiato qualcosa nella formula magica delle loro melodie, ritmi e armonie. 
Ascoltando le due compilation una dietro l’altra (prima Push poi Third Eye) ho invece avuto modo di ricredermi: B&S non sono cambiati di una virgola, sono semplicemente ‘diventati adulti’ senza rinnegare la loro infanzia e la loro adolescenza.

Se Blender Magazine descriveva Push Barman to Open Old Wounds come "...una collezione di 25 affascinanti storie di ragazze timide che fanno le loro prime esperienze con la fotografia e di ragazzi bibliofili che fanno le loro prime esperienze con le ragazze timide", possiamo ben dire, proseguendo sulla stessa linea, che le affascinanti storie di The Third Eye Centre ci mostrano gli stessi personaggi di prima, ma stavolta alle prese con tematiche e problemi dell'età adulta; meno affascinanti forse, ma più concrete e succose, anche e soprattutto dal punto di vista del sound.

Per concludere, mentre scrivevo queste righe, il buon vecchio Prince Faster mi ha dato una bellissima notizia: Stuart Murdoch in un'intervista ha lasciato trapelare che Belle & Sebastian sono già in studio per registrare il loro nuovo album di inediti, previsto in uscita entro la fine della primavera 2014. Stay tuned!


Voto: 8

lunedì 4 ottobre 2010

Perturbazione: Del nostro tempo perduto

2010: Rock Pop, Indie Pop -Voto 9/10
Se non vi emozionano avete un cuore di ghiaccio.

mercoledì 8 settembre 2010

Two Door Cinema Club: Tourist History

2010: ElectroPop, Indie Pop, Indie Rock -Voto 7/10
"Pop" e "Indie "mica sono delle parolacce!