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martedì 10 maggio 2011

Mad Season: Above

Ancora un disco grunge? Si, ma un disco di un supergruppo (Alice in Chains, Pearl Jam, Screaming Trees) che vale la pena ascoltare. Album che mischia un classico rock e blues, con una copiosa l'attitudine grunge. La magnifica voce di Layne Staley che ti manda in estasi, (una delle voci più belle del rock). La collaborazione di Mark Lanegan in duetto con Staley nelle canzoni I'm Above e Long Gone Day rendono questo album una meraviglia. Above, chiude idealmente l'epopea grunge, il resto è altro.
Canzoni consigliate: Tutte!
Voto: 10/10

domenica 24 aprile 2011

2 perle: 1 storia



Mother Love Bone

Seattle di fine anni 80 era un vulcano che ribolliva follia.. Dai Green River nacquero nell'88 i Mother Love Bone: il seme del grunge era stato piantato. 89: esce l'ep "Shine", 1990: Andrew Wood muore in overdose poco prima che sia dato alle stampe Apple.
Per quanto Jeff Ament e Stone Gossard abbiano militato dapprima nei Green River, in seguito nei Mother Love Bone ed infine nei Pearl Jam, è solo quando penso ai Mother Love Bone che penso agli albori del vero grunge. A torto, se si ascoltano i Green River.
Resta che per me, i Mother Love Bone SONO Andrew Wood.
Il genio e il dolore. Quel suo selvaggio, sexy stile di vita a metà fra attitudine punk e gusto glam, veniva inciso nota per nota nelle canzoni dei MLB. Nella metafora della candela, egli bruciò dai almeno 3 punti. E' così che si è consacrata una rockstar, che muore prima di rilasciare il suo primo, unico, immortale album.
L'album che vi consiglio è titolato omonimamente: uscito nel 1992, è una raccolta che include il primo Ep e il primo album.
Non lo classificherei nè come propriamente grunge, nè come propriamente hard rock. Semplicemente se si inquadra Andrew, si inquadra lo stile della sua musica: glam decadente sopra un hard rock in pieno Seattle sound.

Non aggiungo altro che i brani che vi consiglio, in ordine di scaletta: This is Shangrila, Stardog Champion, Man of golden words, Capricorn Sister, Gentle Groove

Voto: 9,5



Così dalle ceneri dei Mother Love Bone un certo Eddie Vedder creò tali Pearl Jam... In una Seattle (e forse non solo) molto scossa per la perdita di Andrew Wood e quindi dei MLB, Chris Cornell creò un gruppo-progetto come tributo del suo compagno di stanza Andrew: I Temple Of The Dog.


Il nome è preso dalla canzone consigliata precedentemente: Man of Golden Words. C'erano i componenti restanti dei MLB, c'era il batterista e Chris dei Soundgarden, infine il futuro chitarrista dei Pearl Jam, McCready. Ne consegue un VERO capolavoro, forse uno dei pochi lavori riusciti all'altezza di un supergruppo. E' solo questione d'anima, che tragicamente non poteva mancare quì. Siamo quì più sul grunge, ma trasognato, etereo, così diverso...unico.
Parlo di: Say hello 2 heaven, Reach down, Hunger strike ecc... anche quì disco omonimo

Voto: 10

il voto è affettivo perchè a questo disco associo un periodo delicatissimo e intenso della mia vita.
il mio consiglio è di ascoltare i due dischi contestualmente, non per forza tutti di un fiato, ma considerarli come due dischi collegati seppur diversi negli intenti e nello stile.

mercoledì 23 febbraio 2011

Hammerbox: Numb



quarantadue minuti che scorreranno bene, come ogni volta che apro la sleeve del 33 giri e sento idealmente il profumo della Seattle dei primi anni '90, fervente calderone grunge e punkettaccio...o dovrei dire schifoso odore organico, malsano quanto intrigante? Come lo è la voce di Carrie Akre, che graffia e a fondo senza perdere mezzo colpo. Non so gli avventori o chiunque ascolti questo disco, ma io vengo letteralmente risucchiato nei solchi, un disco bello interamente, bella ogni singola canzone! Gli apici del disco sono in crescendo Hed, Simple passing, Attack of the slime creatures, Trip, e la perla indiscussa ANYWHERE BUT HERE... dovunque, tranne che quàFFFFFFANCULOOOOO!!!!!!!!

Voto: 9,5

sabato 17 aprile 2010

Blind Melon: Soup

1995- Grunge, Alternative Rock, Folk, Rock- Voto 8/10
Stranamente vario, orecchiabile, a tratti psichedelico. Immancabile.
Ad ogni ascolto una prospettiva nuova, nuove sotto melodie e nuovi angoli di suono.