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lunedì 15 aprile 2013

Kyuss: Blues for the Red Sun



Immaginatevi in una Cadillac decappottabile anni 60, 70, sulle strade del Nevada con il vento tra i capelli, nel vostro vecchio mangianastri Blues for the Red Sun, dritti a Las Vegas per una serata di eccessi stile “Paura e delirio a Las Vegas”.
Nella mia mente questa opera Stoner rock mi fa vivere questo viaggio...a voi?
Buon ascolto e fate i bravi!

Voto 9/10

sabato 24 settembre 2011

R.E.M: Automatic for the people

1992 - Rock, Alternative Rock, Pop - Voto: 8/10

Come al solito ci si accorge di quanto una cosa è importante solo quando la si perde.
Ed è proprio quando si perde qualcosa che tornano in mente tutti gli attimi passati insieme, tutte le sensazioni e gli stati d'animo che saranno sempre parte di te, della tua vita e della tua persona.
I REM toccano l'animo, lo fanno con una classe e maestria indiscutibile, elevano lo spirito.
Ultimamente forse meno inspirati, ma sicuramente degni di nota. Non posso non apprezzare la dignità con cui hanno fatto questa scelta, "This decision is mine. I have lived a full life ", come dicevano in una loro canzone a cui sono molto affezionato.

Tutti fanno decisioni importanti, tutti soffrono, tutti muoiono, non si può evitare. "Everybody hurts", per l'appunto. Questo è proprio il senso del disco, forse uno dei più oscuri ma sicuramente uno dei più toccanti, la voce vellutata e malinconica di Stipe ti tocca l'anima, tocca corde che non pensavi di avere. Siamo così concentrati a vivere le nostre piccole vite che perdiamo di vista le cose realmente importanti, l'affetto dei cari, gli amici, le persone che ci amano. Queste sono gli unici beni preziosi che abbiamo nella nostra vita, queste sono le cose realmente importanti. "Take comfort in your friends" dice giustamente Stipe, frase banale ma a volte sottovalutata. Ed è proprio quando il mondo ci cade addosso lo sguardo torna indietro ai tempi in cui eravamo felici, i tempi in cui tutto era perfetto; è proprio lì che dobbiamo aver la forza di guardare avanti, di tenere duro "hold on" e andare avanti. Stipe e compagni ci raccontano tutto questo con poesia e malinconia, con atmosfere soffuse ed eleganti, ci scaldano il cuore e fanno venire la pelle d'oca.

Nel 92 i R.E.M. erano appena usciti dal disco che li consacrò al successo mondiale, "Out of Time", ed erano perfettamente consapevoli delle difficoltà del ripetere un risultato del genere, soprattutto con un album come "Automatic for the people", pieno di malinconia e mal di vivere; la scelta del primo singolo nel brano "Drive", così poco radiofonico e che si distaccava così tanto dalla musica del periodo, conferma la forte personalità dei REM che non si sono fatti intimidire nè dal successo mondiale, nè dalle pressioni dei fan e nè delle etichette discografiche rimanendo sempre loro stessi fino alla fine.

Addio R.E.M, mi mancherete.

giovedì 2 giugno 2011

Ministry: Psalm 69: The Way To Succeed And The Way To Suck Eggs


1992 - Industrial Metal - Voto: 10/10
Fanculo i Rammstein.

domenica 24 aprile 2011

2 perle: 1 storia



Mother Love Bone

Seattle di fine anni 80 era un vulcano che ribolliva follia.. Dai Green River nacquero nell'88 i Mother Love Bone: il seme del grunge era stato piantato. 89: esce l'ep "Shine", 1990: Andrew Wood muore in overdose poco prima che sia dato alle stampe Apple.
Per quanto Jeff Ament e Stone Gossard abbiano militato dapprima nei Green River, in seguito nei Mother Love Bone ed infine nei Pearl Jam, è solo quando penso ai Mother Love Bone che penso agli albori del vero grunge. A torto, se si ascoltano i Green River.
Resta che per me, i Mother Love Bone SONO Andrew Wood.
Il genio e il dolore. Quel suo selvaggio, sexy stile di vita a metà fra attitudine punk e gusto glam, veniva inciso nota per nota nelle canzoni dei MLB. Nella metafora della candela, egli bruciò dai almeno 3 punti. E' così che si è consacrata una rockstar, che muore prima di rilasciare il suo primo, unico, immortale album.
L'album che vi consiglio è titolato omonimamente: uscito nel 1992, è una raccolta che include il primo Ep e il primo album.
Non lo classificherei nè come propriamente grunge, nè come propriamente hard rock. Semplicemente se si inquadra Andrew, si inquadra lo stile della sua musica: glam decadente sopra un hard rock in pieno Seattle sound.

Non aggiungo altro che i brani che vi consiglio, in ordine di scaletta: This is Shangrila, Stardog Champion, Man of golden words, Capricorn Sister, Gentle Groove

Voto: 9,5



Così dalle ceneri dei Mother Love Bone un certo Eddie Vedder creò tali Pearl Jam... In una Seattle (e forse non solo) molto scossa per la perdita di Andrew Wood e quindi dei MLB, Chris Cornell creò un gruppo-progetto come tributo del suo compagno di stanza Andrew: I Temple Of The Dog.


Il nome è preso dalla canzone consigliata precedentemente: Man of Golden Words. C'erano i componenti restanti dei MLB, c'era il batterista e Chris dei Soundgarden, infine il futuro chitarrista dei Pearl Jam, McCready. Ne consegue un VERO capolavoro, forse uno dei pochi lavori riusciti all'altezza di un supergruppo. E' solo questione d'anima, che tragicamente non poteva mancare quì. Siamo quì più sul grunge, ma trasognato, etereo, così diverso...unico.
Parlo di: Say hello 2 heaven, Reach down, Hunger strike ecc... anche quì disco omonimo

Voto: 10

il voto è affettivo perchè a questo disco associo un periodo delicatissimo e intenso della mia vita.
il mio consiglio è di ascoltare i due dischi contestualmente, non per forza tutti di un fiato, ma considerarli come due dischi collegati seppur diversi negli intenti e nello stile.

domenica 28 novembre 2010

The Black Crowes: The Southern Harmony and Musical Companion

Buonasera dal Giordano signori! Grazie per l'opportunità, questo blog capita "a pippa de cocco"!




Dopo l'esordio in elle maiuscola con "Shake your money maker" del 1990 a cui do 10 e quante più lodi possibili per un quintuplo platino che NON VI STO A CONSIGLIARE tant'è sputtanato che manco uno Use your Illusion, i Black Crowes ci regalano questo fantastico sequel dai toni ancora più southern in vena soul come da marchio.

Voto: 8,5/10

Brani consigliati: Remedy, Sting me, Sometimes salvation
Abbigliamento: Velluto

(ma quanto scopano il chitarrista biondo e il cantante?)



domenica 4 aprile 2010

Afghan Whigs: Congregation


1992 - Rock, Alternative Rock - Voto 8/10
Greg Dulli, grande protagonista degli anni 90.