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Visualizzazione post con etichetta hard rock. Mostra tutti i post
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lunedì 15 aprile 2013

Kyuss: Blues for the Red Sun



Immaginatevi in una Cadillac decappottabile anni 60, 70, sulle strade del Nevada con il vento tra i capelli, nel vostro vecchio mangianastri Blues for the Red Sun, dritti a Las Vegas per una serata di eccessi stile “Paura e delirio a Las Vegas”.
Nella mia mente questa opera Stoner rock mi fa vivere questo viaggio...a voi?
Buon ascolto e fate i bravi!

Voto 9/10

mercoledì 5 dicembre 2012

Winger: IV


1993, i Winger pubblicano Pull 
2006, viene dato alle stampe IV

Se c'è una regola che ho imparato è che un album di ritorno dopo 13 anni, è stracarico di nuove idee e tanto tanto pathos. Altrimenti che ragione ci sarebbe di pubblicare un disco dopo 13 anni? Perchè non dopo 3-5 anni? Kip Winger si sveglia una mattina ed ha in mente il disco, ecco perchè!
Una moderna Rock Opera dedicata ai marines americani, dai quali i Winger hanno ricevuto anche una targa di ringraziamento.

La copertina è disegnata da Ethan Van Sciver, artista DC Comics.

Le chitarre sono più scure che in passato, l'atmosfera è carica di angoscia, i suoni suggeriscono una gabbia di cielo notturno, con la luna unica guida dei soldati. Ma è solo una mia suggestione. 
E' certamente interessante notare le sperimentazioni introdotte da questa ambiziosa band: su 
"Four Leaf Clover" possiamo sentire un arpeggio ostinato che comprende 3 corde a vuoto accordate identiche. 
La jam alla fine di "Generica". L'arpeggio di basso che guida "Blue suede shoes" con le chitarre acustiche reversate e la voce col flanger... E' impossibile non apprezzare questo disco.

I testi sono animati da un'angosciata speranza: i soldati guardano in direzione di casa ma no, non è finita. 
Il dovere è dovere; l'onore è dovere, anche se è dura. 
"Put on my blue suede shoes.  Don't you know someone you'd die for?"

"Four leaf clover" da il senso di quanto sia dura affrontare il fatto che lei ti "sta illudendo solo per tenerti vivo, ma il telefono squilla e lei non c'è. Mi spacciano prozac, ma non c'è cura per un addio".

Il flow di "Disappear" è semplicemente impareggiabile, come non notare il riff iniziale monocorde fortemente distorto? Tastiere al posto giusto e mai invadenti, testi massimi: 

Gone in the sweet abyss
I will cease to exist
disappear in your love
Lost in your holy bliss
Your everlasting kiss
disappear in your love

Le carezze iniziali sulle corde, elettriche, il riff che introduce la batteria di "Can't take it back"...


Sebbene giusto due canzoni spezzano un po' il livello del disco, di certo non rovinano e non sono di troppo, quindi decido per il massimo dei voti anche per le intenzioni ed i concetti; e per il sound.


Un capolavoro Hard Rock, firmato Winger.


Brani consigliati: ne ho nominati tanti, aggiungerci "M16" e "On a day like today" sarebbe quasi nominare ogni traccia...

Colore: cobalto spento

Voto: 10




venerdì 15 luglio 2011

Foo Fighters: Medium Rare

Forse è un po' banale mettere un album dei famosissimi Foo Fighters, ma questo lavoro è molto diverso, dato che è un album interamente fatto di cover. Sono un po' contrario a questi tipi di album ma questo devo ammettere, è molto ben fatto con una scelta di canzoni varia. Dai Ramones a Prince passando per i Pink Floyd , Cream e i Thin Lizzy personalizzate a dovere. Tracce:

1.

"Band on the Run" (Wings)

2.

"I Feel Free" (Cream )

3.

"Life of Illusion" (Joe Walsh)

4.

"Young Man Blues" (Mose Allison cover live)

5.

"Bad Reputation" (Thin Lizzy )

6.

"Darling Nikki" (Prince and The Revolution )

7.

"Down in the Park" (Gary Numan and Tubeway Army )

8.

"Baker Street" (Gerry Rafferty cover Live del 1997 )

9.

"Danny Says" (Ramones cover Featuring Greg Bissonette alla batteria)

10.

"Have a Cigar" (Pink Floyd cover With Brian May) ( già presente nell'album dei Probot )

11.

"Never Talking to You Again" (Hüsker Dü cover live del 2002)

12.

"Gas Chamber" (Angry Samoans cover Live del 1995)

13.

"This Will Be Our Year" (The Zombies )

Per me merita un bel 8

domenica 12 giugno 2011

Whitesnake: Slide It In

Propongo SLIDE IT IN (1987) dei Whitesnake solo ed esclusivamente perché mi ri-allaccia a quei ricordi a quelle sensazioni che un tempo furono e che ora morti a intervalli irregolari attraversano il cuore,la mente lasciandosi alle spalle una leggera scia che scatena dentro una tempesta tanto devastante quanto impercettibile da poterla focalizzare in modo reale.

Ne recensioni ne informazioni su gruppo, stile ecc..

Niente voto.

Solo un sorriso, l’occhio lucido ed una sigaretta che tiene compagnia.

ALL OR NOTHING!

domenica 24 aprile 2011

2 perle: 1 storia



Mother Love Bone

Seattle di fine anni 80 era un vulcano che ribolliva follia.. Dai Green River nacquero nell'88 i Mother Love Bone: il seme del grunge era stato piantato. 89: esce l'ep "Shine", 1990: Andrew Wood muore in overdose poco prima che sia dato alle stampe Apple.
Per quanto Jeff Ament e Stone Gossard abbiano militato dapprima nei Green River, in seguito nei Mother Love Bone ed infine nei Pearl Jam, è solo quando penso ai Mother Love Bone che penso agli albori del vero grunge. A torto, se si ascoltano i Green River.
Resta che per me, i Mother Love Bone SONO Andrew Wood.
Il genio e il dolore. Quel suo selvaggio, sexy stile di vita a metà fra attitudine punk e gusto glam, veniva inciso nota per nota nelle canzoni dei MLB. Nella metafora della candela, egli bruciò dai almeno 3 punti. E' così che si è consacrata una rockstar, che muore prima di rilasciare il suo primo, unico, immortale album.
L'album che vi consiglio è titolato omonimamente: uscito nel 1992, è una raccolta che include il primo Ep e il primo album.
Non lo classificherei nè come propriamente grunge, nè come propriamente hard rock. Semplicemente se si inquadra Andrew, si inquadra lo stile della sua musica: glam decadente sopra un hard rock in pieno Seattle sound.

Non aggiungo altro che i brani che vi consiglio, in ordine di scaletta: This is Shangrila, Stardog Champion, Man of golden words, Capricorn Sister, Gentle Groove

Voto: 9,5



Così dalle ceneri dei Mother Love Bone un certo Eddie Vedder creò tali Pearl Jam... In una Seattle (e forse non solo) molto scossa per la perdita di Andrew Wood e quindi dei MLB, Chris Cornell creò un gruppo-progetto come tributo del suo compagno di stanza Andrew: I Temple Of The Dog.


Il nome è preso dalla canzone consigliata precedentemente: Man of Golden Words. C'erano i componenti restanti dei MLB, c'era il batterista e Chris dei Soundgarden, infine il futuro chitarrista dei Pearl Jam, McCready. Ne consegue un VERO capolavoro, forse uno dei pochi lavori riusciti all'altezza di un supergruppo. E' solo questione d'anima, che tragicamente non poteva mancare quì. Siamo quì più sul grunge, ma trasognato, etereo, così diverso...unico.
Parlo di: Say hello 2 heaven, Reach down, Hunger strike ecc... anche quì disco omonimo

Voto: 10

il voto è affettivo perchè a questo disco associo un periodo delicatissimo e intenso della mia vita.
il mio consiglio è di ascoltare i due dischi contestualmente, non per forza tutti di un fiato, ma considerarli come due dischi collegati seppur diversi negli intenti e nello stile.

domenica 6 marzo 2011

Red Hot Chili Peppers: One Hot Minute

1995 - Hard Rock, Alternative Metal - Voto: 8,5/10
Dopo la carrellata di dischi del 2010 presentata dal Capo, torno al mio vecchiume con questo, il disco "rinnegato" dei RHCP, che reputo uno dei più bei dischi hard rock degli anni 90; peccato per un lieve calo nella seconda metà del disco. Da segnalare la grande prova di Dave Navarro alla chitarra, che si conferma uno dei migliori chitarristi rock della sua generazione.

mercoledì 2 febbraio 2011

Eagles of Death Metal: Death By Sexy

2006 - hard rock - rock Voto 7/10:
Un album molto divertente, con sonorità molto alla QOTSA.
infatti alla batteria vi suona Josh Homme leader dei QOTSA.
Canzoni preferite: Cherry cola, I Want You So Hard (Boy's Bad News).

lunedì 17 gennaio 2011

Them Crooked Vultures: Them Crooked Vultures

2009 - Alternative Rock, Hard Rock - Voto: 7/10
I miei tre gruppi preferiti.

domenica 28 novembre 2010

The Black Crowes: The Southern Harmony and Musical Companion

Buonasera dal Giordano signori! Grazie per l'opportunità, questo blog capita "a pippa de cocco"!




Dopo l'esordio in elle maiuscola con "Shake your money maker" del 1990 a cui do 10 e quante più lodi possibili per un quintuplo platino che NON VI STO A CONSIGLIARE tant'è sputtanato che manco uno Use your Illusion, i Black Crowes ci regalano questo fantastico sequel dai toni ancora più southern in vena soul come da marchio.

Voto: 8,5/10

Brani consigliati: Remedy, Sting me, Sometimes salvation
Abbigliamento: Velluto

(ma quanto scopano il chitarrista biondo e il cantante?)



sabato 27 novembre 2010

Left Lane Cruiser: All You Can Eat!!

2009, Blues, Blues Rock, Rock - Voto 9/10
Prendete il vostro whisky e preparatevi alla rabbia.

martedì 16 novembre 2010

Living Colour: Collideøscope

2003: Funk Metal, Metal, Hard Rock - Voto 8/10
Una delle poche reunion ad avere un senso artistico.

sabato 10 luglio 2010

The Bronx: The Bronx

2004- Punk, Hard Rock, Hardcore Punk- Voto 7/10
"... There is no revolution and i'm done doing things i don't want to do"
"... There is no restitution and i'm done living in this decline"